Le sfide dell’autunno

Torniamo dalle vacanze estive e troviamo subito
diverse sfide per i mercati che, in questo autunno,
possono influenzare notevolmente gli indici.

Le principali sono queste:

1 – La possibile guerra in Siria, che negli ultimi
giorni sta vivendo fasi concitate con diversi
schieramenti in campo. Un eventuale attacco o
il perdurare di questa fase di tensione potrebbe
generare notevole volatilita’ sui mercati.

2 – Elezioni tedesche, le quali sicuramente avranno
un notevole impatto sulla politica europea.

3 – Possibile caduta del governo in Italia, cosa
che potrebbe far aumentare di nuovo gli spread ed
aggiungere volatilità sui mercati del Vecchio
continente.

4 – Tetto del debito in USA che presto dovrà
essere probabilmente di nuovo aumentato e,
soprattutto, incertezze sulla tenuta della
ripresa americana.

Quattro temi che sono sicuramente i più importanti
e, potenzialmente i più decisivi. Intorno a loro,
ci saranno poi altre tendenze minori da valutare,
come la crescita dei mercati emergenti e l’andamento
delle materie prime.

Inevitabilmente, i mercati, sia quelli azionari
che quelli obbligazionari, dovranno confrontarsi
con queste quattro sfide e ne saranno notevolmente
influenzati.

Gli ETF sono il miglior strumento per diversificare

La diversificazione è sicuramente uno degli
elementi più importanti in un portafoglio.

L’asset allocation, cioè come si dividono le
proprie risorse tra le diverse classi di investimento,
è la cosa che più di ogni altra determina il
rendimento del proprio portafoglio.

E un’asset allocation sufficientemente diversificata
permette da un lato di cogliere i rendimenti delle
diverse classi di investimento, dall’altro di
ridurre la volatilità e le oscillazioni di breve
termine.

Per diversificare il proprio portafoglio, comunque,
impiegare i singoli titoli non è alla portata di
tutti, soprattutto se le risorse a disposizione
in termini quantitativi non sono notevoli.

In questo caso, si può e si deve ricorrere agli
ETF.

Questi fondi sono a basso costo poichè si limitano
semplicemente a replicare un indice, non fanno
trading, non sovraperformano, ma si limitano
semplicemente a replicare l’indice in cui investono.

E così facendo, battono oltre il 90% dei gestori,
che statisticamente non riescono a far meglio del
loro benchmark.

Con pochi ETF si possono replicare diversi indici
e, di conseguenza, raggiungere un elevato livello
di diversificazione.

Le cose davvero importanti per investire

Molte persone, quando si tratta di investire,
si preoccupa e presta attenzione a molte cose
che, in realtà, ai fini dei risultati sono
poco influenti se non addirittura controproducenti.

L’attenzione a cosa farà un titolo, ai movimenti
di breve termine, tentativi di entrare ed uscire
a livelli di prezzo ottimale sono tutte cose
a cui la stampa finanziaria dedica molto spazio
e gli investitori dedicano a questi temi molta
attenzione.

Ma in realta’, queste cose sono poco rilevanti.

Per investire con successo sono altre le cose
a cui prestare attenzione.

La cosa piu’ importante è l’asset allocation,
cioè come ripartire le proprie risorse finanziarie
tra le più importanti classi di investimento (azioni,
bond e liquidità).

La scelta dell’asset allocation è ciò che più di
ogni altra cosa determina i risultati di un portafoglio.

Gli investitori, quindi, dovrebbero dedicare a
questa scelta la maggior parte del loro tempo.

Dopo l’asset allocation l’altra scelta importante
è la minimizzazione dei costi e l’ottica di lungo
termine.

Il primo punto è abbastanza scontato.

Il secondo significa che non occorre affatto mettersi a
fare trading compulsivo.

Anzi, facendo così si arricchiscono solo banche e broker.

Al contrario, definita l’asset allocation bastano poche
operazioni selettive, dopodichè il portafoglio va
movimentato molto poco.

Questi sono i temi veramente importanti per investire
e a cui bisogna prestare la maggiore attenzione.

Standard & Poor’s taglia il rating italiano

Ieri sera l’agenzia Standard & Poor’s ha
tagliato ancora il rating dell’Italia,
portandolo a BBB con outlook negativo.

La scelta riflette la prospettiva di un
ulteriore peggioramento dell’economia italiana
e un ulteriore calo del PIL nel 2013.

Le probabilita’ di un ulteriore taglio del
rating nel 2013 e 2014, secondo l’agenzia, e’
molto probabile.

Oggi potremo vedere quale sara’ la reazione
della Borsa Italiana alla notizia.

Di certo, questo ulteriore taglio non e’
una cosa positiva, anche se in parte
la cosa poteva essere attesa.

Con l’economia che non accenna a migliorare
e il rapporto debito/PIL in peggioramento,
sicuramente promozioni non possono essere
attese.

Ma fino a quanto il nostro rating potrà ancora scendere?

Correzione e volatilità sui mercati

Mercati molto volatili nelle ultime settimane,
dopo le parole di Bernanke che ha lasciato
intendere che nel 2014 il QE della FED potrebbe
concludersi.

Una dichiarazione presa non certo bene dai mercati,
che hanno stornato anche pesantemente e la volatilità
è aumentata.

Una cosa non certo piacevole per chi investe
in Borsa, dal momento che in poche sedute buona
parte dei guadagni conseguiti nel 2013 sono
evaporati.

Comunque ora bisognerà vedere se questa sarà
una correzione solo momentanea.

Infatti, negli ultimi giorni buona parte degli
indici si sono un po’ ripresi e, alla fine, le
discese delle ultime settimane sono anche
abbastanza fisiologiche dopo i forti rialzi
dei mesi scorsi.

Spread in aumento

Nelle ultime settimane gli spread nell’area
euro sono tornati a salire.

Dopo un periodo di relativa calma, il differenziale
tra titoli italiani e tedeschi si sta di nuovo
ampliando.

Le quotazioni dei BTP stanno leggermente calando a
causa di una fase di debolezza dei mercati.

Del resto, dopo una forte crescita degli indici
azionari negli scorsi mesi, una correzione era
dovuta.

E la correzione ha fatto salire la volatilita’ e
questo ha portato, come conseguenza, ad un nuovo
aumento degli spread.

Per ora stiamo parlando di poca cosa, ma e’ sicuramente
il caso di monitorare la situazione.

Rendimenti obbligazionari in crescita

Uno dei trend piu’ importanti degli ultimi
mesi sui mercati obbligazionari e’ stato sicuramente
l’aumento dei tassi di interesse sui bond.

I livelli restano molto bassi e anche per
questo la cosa e’ passata piuttosto inosservata,
ma il trend e’ evidente.

Tutti i rendimenti delle obbligazioni statali dei
principali Paesi registrano nell’ultimo mese decisi
aumenti.

Ad esempio il decennale USA ha visto salire il
rendimento di 50 punti base, quello canadese di
34 punti, quello tedesco di 29 punti.

Quasi tutti gli altri Paesi europei hanno registrato
crescite dai 30 punti in su, il decennale giapponese
ha aumentato il rendimento di 25 punti, quello
australiano di 28.

Insomma, un aumento generalizzato che prescinde da
problemi locali, specifici o valutari.

E’ un vero e proprio trend globale.

E’ l’inizio di una inversione definitiva?

Troppo presto per dirlo, ma di certo la cosa va seguita,
soprattutto per la sua importanza.

Infatti il mercato obbligazionario e’ il piu’ grande
del mondo e dal suo andamento dipendono fortemente anche
tutti gli altri mercati.

Bill Gross sul mercato obbligazionario

Bill Gross è sicuramente il più importante
gestore obbligazionario al mondo, dato che,
in questo comparto, gestisce in fondo più
grande, con 293 miliardi di dollari di asset
gestiti.

Data l’importanza del personaggio è sempre
opportuno ascoltare i suoi commenti su questo
settore dei mercati finanziari.

Secondo Bill Gross, la FED potrebbe iniziare
a ridurre gli stimoli dopo l’estate.

L’analisi di Gross è che negli ultimi mesi i
rendimenti dei bond sono in leggero aumento
e probabilmente gli operatori stanno anticipando
questa tendenza sul mercato delle obbligazioni.

Sempre secondo Gross, abbiamo probabilmente una
bolla sul mercato obbligazionario, almeno sulle
scadenze più lunghe. E questa bolla prima o poi
è destinata a scoppiare.

Nauralmente solo il tempo ci dirà se Bill Gross
ha ragione, ma sicuramente la sua analisi va tenuta
in debita considerazione.

I cicli nei mercati finanziari

E’ fuori dubbio che nel mondo della finanza e degli investimenti ci
siano dei cicli tra le varie classi di investimento.

Storicamente ci sono periodi in cui determinati asset
fanno meglio degli altri e periodi successivi in cui
accade esattamente l’inverso.

Il caso tipico sembra quello dell’oro e delle azioni, che
storicamente sembrano muoversi esattamente in modo
inverso.

Negli ani ’70, Nixon abolì il cambio fisso tra oro
e dollaro e da allora il metallo giallo iniziò a fluttuale
liberamente sul mercato.

L’oro si apprezzò subito rapidamente e all’inizio degli
anni ’80 raggiunse il suo massimo. Per contro, le azioni
negli anni ’70 fecero male e il risultato fu ancora
più negativo se si considera l’alta inflazione del periodo.

Negli anni ’80 e ’90 accadde esattamente l’inverso.

I mercati azionari, un po’ in tutto il mondo, salirono
rapidamente e raggiunsero il loro apice intorno al 2000.

L’oro, invece, in questo ventennio andò molto male.

Dal 2000 ci fu ancora un’inversione.

L’oro è stato il miglior asset del decennio, mentre
per le azioni il periodo 2000-2010 è stato il peggiore
della storia.

Ed ora?

Ora sembra che sia partita una nuova inversione.

Dall’inizio del 2011 ad oggi l’oro non è andato
benissimo, mentre le azioni si stanno comportando
piuttosto bene.

Se la storia è di qualche guida, quello appena iniziato
potrebbe essere un decennio favorevole alle azioni.

I vantaggi e le controindicazioni del trading on line

Ormai da tempo, diciamo oltre 15 anni, la negoziazione di strumenti
finanziari per gli investitori retail avviene per lo più tramite
banche on line.

Tuttavia, c’è chi ancora opera con gli intermediari tradizionali,
andando allo sportello o tramite telefono.

C’è tuttavia una notevole convenienza all’operatività on line
anzichè tramite banche tradizionali.

Il princiale è la velocità.

Il trading on line permette una velocità di esecuzione che
l’operatività tradizionale non permette.

Basta qualche click che possiamo trovare il titolo prescelto,
deciderne l’acquisto o la vendita e, rapidamente, vedere il
prezzo di esecuzione.

Questo, però, rappresenta anche il principale svantaggio.

La semplicità e velocità di esecuzione, infatti, permette
anche di intensificare l’operatività oltre il lecito.

Il rischio è che un’operatività eccessiva porti a moltiplicare
i costi delle commissioni e a prendere decisioni errate.

Quest’ultima è la principale controindicazione a cui l’investitore
deve prestare attenzione e deve dominare.

Fatto questo, il trading on line offre, come detto, vantaggi enormi.